1) D'Alembert. La connessione sistematica del sapere umano.

La vastit dell'opera (l'Enciclopedia) e il grande numero degli
argomenti da trattare pone problemi complessi e delicati. Secondo
d'Alembert il compito del filosofo  di "porsi sopra questo
labirinto" per vedere il tutto in un insieme razionalmente
ordinato. La sistemazione del sapere viene basata sulle tre
fondamentali facolt dell'anima: la memoria, la ragione
propriamente detta e l'immaginazione.
J.-B. d'Alembert, Enciclopedia, Discorso preliminare (pagina
281282).

Il sistema delle nostre conoscenze  costituito da diversi
settori, alcuni dei quali hanno uno stesso punto di incontro; e,
dato che non  possibile, muovendo da questo punto, percorrere
contemporaneamente ogni strada, deve esserci una scelta
determinata dalla natura dei differenti spiriti. E' pertanto assai
raro che una medesima persona proceda al tempo stesso in varie
direzioni. Nello studio della natura gli uomini si sono all'inizio
dedicati, quasi spontaneamente, a soddisfare i bisogni pi
urgenti; ma, una volta pervenuti alle conoscenze meno necessarie,
essi hanno dovuto distribuirsele, e procedere ognuno da parte sua
con un passo all'incirca eguale. Pertanto diverse scienze sono
state all'incirca contemporanee; ma nell'ordine storico dei
progressi dello spirito si pu abbracciarle soltanto
successivamente.
Lo stesso non avviene invece per l'ordine enciclopedico delle
nostre conoscenze. Questo consiste nel riunirle nel pi piccolo
spazio possibile, ponendo il filosofo al di sopra di questo vasto
labirinto, in una prospettiva cos elevata da poter considerare
insieme le scienze e le arti principali, da poter vedere con un
colpo d'occhio gli oggetti delle proprie speculazioni e le
operazioni che pu compiere su tali oggetti, e da poter
distinguere i principali settori delle conoscenze umane, i punti
che li separano e quelli che li uniscono, intravvedendo anche, in
qualche caso, i cammini segreti che li congiungono_.
Gli oggetti di cui la nostra anima si occupa sono oggetti
spirituali o oggetti materiali; e la nostra anima si riferisce ad
essi o mediante idee dirette o mediante idee riflesse. Il sistema
delle conoscenze dirette pu consistere soltanto nella collezione
puramente passiva, quasi meccanica, di queste medesime conoscenze:
esso  ci che chiamiamo memoria. La riflessione  invece di due
tipi, come si  osservato: essa ragiona sugli oggetti delle idee
dirette, oppure li imita.
Pertanto la memoria, la ragione propriamente detta e l'
immaginazione costituiscono le tre maniere differenti in cui la
nostra anima opera sugli oggetti dei propri pensieri. Non
intendiamo qui per immaginazione la facolt di rappresentarsi gli
oggetti _ poich questa non  altro che la memoria stessa degli
oggetti sensibili, la quale sarebbe in continua attivit se non
fosse agevolata dall'invenzione dei segni: noi intendiamo
l'immaginazione in un senso pi nobile e pi preciso, cio come la
capacit di creare mediante l'imitazione.
Queste tre facolt formano le tre distinzioni generali del nostro
sistema, e i tre oggetti generali delle conoscenze umane _ la
storia, che si riferisce alla memoria; la filosofia, che  il
frutto della ragione; le belle arti, che sorgono in virt
dell'immaginazione. Collocando la ragione prima
dell'immaginazione, questo ordine appare ben fondato, e conforme
al naturale progresso delle operazioni dello spirito:
l'immaginazione  una facolt creativa, e lo spirito comincia _
prima di creare _ ragionando su quello che vede e che conosce. Un
altro motivo che deve indurci a porre la ragione prima
dell'immaginazione  il fatto che in questa facolt dell'anima si
trovano riunite in qualche misura le altre due, e che la ragione
vi si congiunge con la memoria. Lo spirito non crea e non immagina
se non oggetti che siano simili a quelli che ha conosciuto
mediante idee dirette e mediante le sensazioni: quanto pi esso si
discosta da questi oggetti, tanto pi gli esseri che esso forma
risultano bizzarri e meno gradevoli. Nell'imitazione della natura
l'invenzione stessa  sottoposta quindi ad alcune regole; e queste
costituiscono principalmente la parte filosofica delle belle arti,
finora assai imperfetta _ poich essa pu essere soltanto opera
del genio, mentre il genio preferisce creare anzich discutere.
Gli illuministi francesi, a cura di P. Rossi, Loescher, Torino,
1987, pagine 218-221.
